lunedì 7 febbraio 2011

Papà

Dio è una persona. Lui può stabilire una relazione personale, della quale una delle più facili da capire per noi, in quanto essere umani, è quella di “Padre”. E’ vero che in Genesi vediamo che Dio ha creato sia maschio e femmina a Sua immagine e, quindi, entrambi sono parte della Sua natura e del Suo carattere. Comunque Gesù insegnò a quelli che entrarono nel Regno di Dio, di rivolgersi a Dio come “nostro Padre nel cielo”.

Tutto l’insegnamento di Gesù incoraggia una relazione con il Padre che sia intima, ravvicinata e tenera. Dovremo capire che Dio come Padre è il Padre perfetto – Lui desidera ardentemente che noi confidiamo in Lui per cura, protezione e provvisione.

Non tutti abbiamo avuto il privilegio di avere padri devoti. Molti dei nostri padri ci hanno deluso in tanti modi e in tante occasioni, e non sono affatto perfetti. In Dio sì abbiamo un Padre perfetto. Noi possiamo fidarci senza riserve del fatto che Lui sarà sempre lo stesso. Il Suo carattere e i Suoi attributi sono entrambi costanti e consistenti. Il nostro Padre celeste ha sempre tempo per noi, si delizia in noi, desideroso che noi arriviamo a Lui non a mani giunte, ma a braccia aperte, e desidera che noi mettiamo tutta la nostra fiducia in Lui.

Viviamo in una società di “se… allora…”, dove l’accettazione è orientata da ciò che facciamo, e quindi condizionale. Tanti bambini credono che siano degni di ricevere l’amore dei loro genitori solo se hanno una bella pagella, se sono bravi nello sport, o se sono gran lavoratori in casa. Il loro concetto dell’amore è condizionale: se tu ti realizzi, allora sarai amato e accettato.

L’amore “agape” del nostro Dio è totalmente diverso: Dio è l’amore. Poiché Lui è l’amore, la Sua natura significa che noi non dobbiamo fare nulla per farci amare da Lui. Tutto quello che Lui desidera, è di essere trovati nella Sua presenza e che riceviamo il Suo amore. Noi non dobbiamo fare niente per ricevere quest’amore imponente. “Agape” (l’amore sacrificale di Dio) è la più potente singola forza nell’universo ed è quest’amore che ha motivato il cuore di Dio a raggiungerci. E’ impossibile per noi avere quest’amore; ci è fornito dallo Spirito Santo. E’ l’amore che il nostro Padre celeste ha per noi, i suoi figli.

Come accade con qualsiasi relazione d’amore, è necessario sia dare sia ricevere amore. Dio è nostro Padre e noi siamo i Suoi figli. Lui prima ci ha amato e come risposta al Suo amore, la Sua cura e protezione divina, noi abbiamo bisogno di servire e di ubbidirlo. Non per guadagnare il Suo amore ma per semplicemente perché L’amiamo. Se noi conosciamo il nostro Dio come la Scrittura Lo rivela, e così anche il Suo amore per noi, Suoi figli e figlie, allora servirLo verrà non solo naturalmente, ma sarà un privilegio. Pensa a come un bambino piccolo considera suo padre con soggezione, e lo difende e si vanta di lui appassionatamente con i suoi amici. Dobbiamo essere come bambini: dobbiamo amare e servire il nostro Padre celeste semplicemente perché Lui ci ha amato prima. Dobbiamo cercare le opportunità di vantarci di Lui e di dire agli altri dl nostro amore per Lui.

Il tuo vero Padre sta aspettando ansiosamente di rivelarsi a te; tutto quello che Lui desidera è che tu glielo chieda: un Padre adottivo, un Padre affettuoso, un Padre di ricompense, un Padre che risponde alle preghiere, un Padre donatore, un Padre clemente e redentore, un Padre di disciplina (perché ci ama). Immergiti nelle Scritture che descrivono le qualità del tuo Padre celeste, perché è l’unica verità che ti libererà.

Clip su Youtube: Julim Barbosa cantando "A Te Papà" - bellissimo.

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