giovedì 1 novembre 2012

Te lo farò pagare!


Conosciamo bene il sentimento: qualcuno ci ha fatto un torto e ci viene la voglia di fargli lo pagare. Quella persona si è creata un debito verso di noi. Gesù ci dice di cancellarlo, cioè di perdonare. Facile? No. Ma possibile. Anzi: essenziale.

Quante volte hai pregato il Padre Nostro e chiesto al Signore di rimetterti i tuoi debiti come anche tu li hai rimessi ai tuoi debitori (Matteo 6:12)? In questa preghiera bellissima, Gesù non parla di debiti finanziari ma figurativi, accumulati dai peccati che altri hanno commesso nei tuoi confronti.

Cerchiamo di essere chiari: perdonare non è dimenticare il male che è stato fatto, né giustificare o minimizzare il male che è stato fatto. Comunque siamo chiamati a perdonare anche prima che il nostro malfattore ce lo chieda o si assuma la responsabilità per ciò che ha fatto. Non aspettiamo a farlo finché non ci “sentiamo pronti”; Gesù ci chiede a perdonare senza condizioni.  Il perdono scorre dal nostro rapporto con Dio, anzi, riflette la condizione di quel rapporto. Più intima e forte è la nostra relazione con il Signore, tanto più può scorrere la grazia per perdonare. L’inverso è anche vero: il nostro rifiuto di perdonare ostacola il nostro rapporto con Dio. E’ vero che qualcuno ha peccato contro di noi, ma anche noi pecchiamo esigendo la restituzione, strangolandolo e incarcerando quella persona nei nostri cuori per sempre o finché non sia stato pagato il debito a nostra soddisfazione.

Va da Chi ti ha rimesso i tuoi debiti che erano troppo grandi per pagarli. Ti ha guardato, ha provato una grande compassione e ti ha perdonato. Prega che ti aiuti a rimettere i debiti ai tuoi debitori. Egli è fedele; non solo ti aiuterà, ma guarirà anche le tue ferite quando l’ostacolo della mancanza di perdono sarà tolto. Sarai finalmente libero.

Lettura biblica consigliata: Matteo 18:23-35, Romani 12:14-21

giovedì 23 agosto 2012

Creati per vivere, non per morire


Se fosse vero che la morte fa una parte normale della vita, perché saremmo sconvolti ed estremamente addolorati ogni volta quando uno dei nostri cari ci viene a mancare?

Due settimane fa, la mia mamma è deceduta. Dopo, mia sorella mi diceva che per lei la morte è la brutta fine che rende la vita inutile. Nove anni fa, quando mio papà era morto, ha detto la stessa cosa e ha deciso di fare figli, per dare uno scopo alla sua vita, cioè produrre altra vita. Durante la cerimonia per la mia mamma, i suoi figli – ormai 8, 6 e 2 anni – hanno acceso delle piccole candele accanto alla bara della loro nonna. Era un momento bello ed emozionante. Comunque, per quanto siano figli una fonte di gioia grandissima, non hanno fatto la morte meno orribile.

Io credo a Dio. Credo che Dio ci abbia creati per vivere, non per morire. Purtroppo, all’inizio della storia umana l’uomo si è ribellato contro il suo Creatore. Si è introdotta la morte. E’ stato lo scopo di Dio? No, e per questo  ha dato il suo Figlio Gesù, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna, perché egli ci ama tanto (Giovanni 3:16).

La mia mamma mi manca tanto. Con la sua morte sembra iniziare un capitolo nuovo nella mia vita, cominciando con tristezza e nostalgia. La morte è terribilmente crudele. Ma sento anche la speranza e la consolazione del Signore, perché di una cosa sono sicura, l’addio qui sulla terra è davvero un “a Dio”. Anche lei aveva Gesù nel cuore. Un giorno la rivedrò. 

mercoledì 1 agosto 2012

Dammi un po' di spazio!


Viviamo una vita piena di contatti e di attività: famiglia, amici, lavoro, doveri sociali. Quante volte ci sentiamo stretti, oppressi, imprigionati nella vita stessa; sentiamo il bisogno di un po’ di spazio per ritrovare noi stessi e fare le cose nostre. Poi scopriamo che quello “spazio personale” che ci organizziamo non appaga per niente il nostro desiderio profondo di libertà.


La verità è che il nostro cuore stesso è limitato e solo Chi è infinito ed eterno può rimuoverne i limiti. Gesù desidera che il nostro cuore si allarghi, anzi il desiderio di uno “spazio largo” trova la sua origine in Lui (Salmo 18:19). Se tu Gli dai il tuo cuore, se sottometti la tua vita a Lui, Egli ti rinnoverà il cuore. Nella Sua presenza non ci sono limiti o oppressioni. Gesù è l’unica Persona che può portarti nello spazio largo per cui ti ha creato. Solo lì raggiungerai la vera libertà e la realizzazione di tutte le possibilità che Egli ha messo dentro di te. Non attraverso disciplina o trucchi spirituale, e senza senso di dovere; soltanto la bellezza del nostro Signore e la Sua grazia ti porteranno in una libertà vittoriosa.


(Tratto da "Indestructible Heart" - Jaime Fernàndez Garrido)

sabato 7 luglio 2012

Cuore contento… il cielo l'aiuta? *


La Parola di Dio ci insegna che “la preghiera del giusto ha una grande efficacia” (Giacomo 5:16). Io vorrei che ogni mia preghiera avesse una grande efficacia, quindi voglio essere sicura di essere una persona giusta. Come faccio? E’ ovvio, bisogna diventare più buona, più pia, più ubbidiente, fare più buone opere. No? No. Non dipende da me, ma tutto da Dio. La giustizia di Dio è diversa da quella umana, perché è piena di grazia.

In Matteo 20:1-16 Gesù racconta la parabola dei lavoratori delle diverse ore, in cui il padrone di una vigna dà la stessa ricompensa a tutti quelli che ha chiamato al lavoro nelle diverse ore della giornata. Quelli che avevano lavorato tutta la giornata si aspettavano a vedere i loro più lunghi servizi riconosciuti con una mercede proporzionatamente più grande. Ma ciò non avvenne. Umanamente considerato appare ingiusto e, infatti, gli operai cominciarono a mormorare che non fosse giusto. “Perciò, nel riceverlo, mormoravano contro il padrone di casa dicendo: "Questi ultimi hanno fatto un’ora sola e tu li hai trattati come noi che abbiamo sopportato il peso della giornata e sofferto il caldo” (Matteo 20:11,12). Gesù spiega che Dio non tratta i suoi come il padrone di un’azienda che deve far quadrare il bilancio, ma agisce in base al principio della sua misericordia, dell’infinita e gratuita bontà divina e non del merito dell’uomo.

A chi non viene a volte a mugugnare “Ma Gesù, non è giusto”, “Perché Dio, perché?”, “Oh Signore, non sono sempre stato buono?”. E chi non sente qualche volta che abbia il diritto di una Sua risposta alla preghiera, l’hai proprio meritato, vero? In quei momenti, ricordati che la giustizia di Dio non è uguale alla nostra. E’ molto, ma molto migliore! E’ piena di grazia, di misericordia e di amore. Il nostro Dio non è solo il Sovrano che è lecito fare ciò che vuole, ma soprattutto un Dio buono che regna con la Sua giustizia. La giustizia di Dio e la sua bontà non si possono mettere in discussione. La sua giustizia non è quella che giudica, ma è quella che giustifica ed è piena di grazia.

Nel Regno di Dio non possiamo meritarci la propria giustizia; sarebbe auto-giustificazione che non ha nessun valore negli occhi di Dio. Nel Regno di Dio regna la giustizia divina, che possiamo solo ricevere per grazia, come il dono più grande che esiste. “Ora però, indipendentemente dalla legge, è stata manifestata la giustizia di Dio […]:  vale a dire la giustizia di Dio mediante la fede in Gesù Cristo, per tutti coloro che credono - infatti non c’è distinzione: tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio - ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù. Dio lo ha prestabilito come sacrificio propiziatorio mediante la fede nel suo sangue, per dimostrare la sua giustizia, avendo usato tolleranza verso i peccati commessi in passato,  al tempo della sua divina pazienza; e per dimostrare la sua giustizia nel tempo presente affinché egli sia giusto e giustifichi colui che ha fede in Gesù. Dov’è dunque il vanto? Esso è escluso. Per quale legge? Delle opere? No, ma per la legge della fede; poiché riteniamo che l’uomo è giustificato mediante la fede senza le opere della legge” (Romani 3:21-28).

Vuoi la preghiera efficace? Non cadere nella trappola che Gesù descrisse nella parabola qua sopra. Non pensare che dipenda dalle tue opere e smetti di brontolare; il tuo mugugno riflette solo la mancanza di fede nella Sua giustizia e impedirà la tua preghiera a raggiungere Dio. Invece abbandonati completamente al Re del Regno dei cieli, e solo a Lui. Sei giusto perché tu hai cercato la Sua giustizia mediante la fede in Gesù. Adesso puoi pregare con la fiducia che Lui ti conosce, ti ama e ti ascolta, e che farà ciò che va meglio per te. Se fai una preghiera con un cuore pieno di fede e di fiducia nella Sua giustizia, il cielo ti aiuterà sicuramente.
“Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più” (Matteo 6:33).

Meditazione basata sulla predicazione domenicale del 2 luglio 2012.

martedì 15 maggio 2012

La storia di un Regno perduto... e ristabilito *


C’era una volta… un regno bellissimo, in cui gli uomini vivevano in armonia con il loro ambiente, gli uni con gli altri e con il loro Dio. Una favola? No, è solo che quel regno ha fatto una brutta fine. Possiamo leggerne nella Bibbia: la storia di un Regno perduto. La buona notizia è che il Regno sarà ristabilito in tutta la sua gloria. Inoltre Dio vuole che ci rendiamo conto che possiamo sperimentare la realtà del Regno già oggi, tramite la persona di Gesù Cristo.

Anno 2012. Quando guardiamo il mondo sembra impossibile una comunione perfetta tra creazione, creature e Creatore. Pare che il mondo sia regnato dalle tenebre. Infatti, è proprio così. Non fu l’intenzione di Dio; in Genesi 1:26 leggiamo che Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza, e abbia dominio sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutta la terra e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». Il dominio sulla terra diede all’uomo che camminava in comunione con Egli stesso. Purtroppo fu l’uomo a mercificare questo suo Regno dando ascolto al diavolo e così ribellandosi a Dio. Lo Spirito di Dio che prima unì la creatura con il Suo Creatore si ritirò dall’uomo a causa della sua natura ormai contaminata dal peccato. Fu la fine della comunione. Dio comunque, nella sua grande misericordia, progettò subito il suo piano di ricupero del dominio. L’Antico Testamento è colmo di promesse di Dio di ridare il dominio agli uomini che formerebbero la chiesa**. Una parola che Dio ci da proprio per adesso è: “E tu, torre del gregge roccaforte della figlia di Sion [la chiesa], a te verrà, proprio a te verrà l’antico dominio, il regno della figlia di Gerusalemme [la chiesa]" (Michea 4:8). Nell’Antico Testamento possiamo anche leggere come Dio si è preparato un popolo da cui verrebbe il suo Unto, ossia la Persona che avrebbe messo in atto il piano divino di ridare il dominio all’uomo: Gesù Cristo. Innanzitutto lo fece dando l’unico sacrificio che potesse mai pagare per il peccato dell’intera umanità, e poi mandando di nuovo lo Spirito Santo con chi possiamo vivere in comunione con Dio.

Satana, che farebbe di tutto per farsi adorare dalle creature di Dio, per poi distruggerle, lo seppe. Si presentò a Gesù quando Egli fu debolissimo dopo quaranta giorni di digiuno nel deserto e Gli propose uno scambio: “Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un attimo tutti i regni del mondo e gli disse: «Ti darò tutta questa potenza e la gloria di questi regni; perché essa mi è stata data, e la do a chi voglio. Se dunque tu ti prostri ad adorarmi, sarà tutta tua»” (Luca 4:5-7). In altre parole, disse a Gesù: “Adorami ed io ti darò ciò perché sei venuto sulla terra: il mio regno che ho ottenuto dall’uomo nel Giardino di Eden, senza che tu debba soffrire sulla croce!” Naturalmente anche Gesù seppe con quale missione era venuto. Non accettò lo scambio, ma rispose semplicemente: «Sta scritto: "Adora il Signore, il tuo Dio, e a lui solo rendi il tuo culto"» (Luca 4:8).

Da quel tempo Gesù cominciò a predicare e a dire: «Ravvedetevi, perché il regno dei cieli è vicino»” (Matteo 4:17).  Gesù non predicò una religione neppure una denominazione; predicò il Regno di Dio che fu disponibile per ognuno che vuole entrarci e lo è tuttora. Ogni giorno abbiamo la scelta dove trascorrere la nostra vita: nel regno di Satana, cioè nelle tenebre, oppure nel Regno di luce di Dio? Il Regno perduto è già ristabilito – spiritualmente - per chi ha fatto di Gesù il loro Re. “Dio ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figlio” (Colossesi 1:13).

Condizioni non ci sono, soltanto far possibile che lo Spirito Santo possa vivere dentro di noi. Si capisce che lo Spirito Santo può dimorare soltanto in una persona santa. Lo stato santo non raggiungiamo con le proprie forze, solo la grazia nel sangue di Gesù può santificarci: “E Pietro disse a loro: «Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo»” (Atti 2:38). Sottomettendoci alla signoria di Dio conquistiamo terreno dal diavolo e riprendiamo dominio.

Mentre Gesù camminò sulla terra, due mila anni fa, dimostrò di aver dominio su ogni elemento della creazione. I suoi discepoli, “impauriti e meravigliati, dicevano l’uno all’altro: «Chi è mai costui che comanda anche ai venti e all’acqua, e gli ubbidiscono?»” (Luca 8:25). Dio vuole che il suo Regno invada la terra, già adesso! Tramite il Suo Spirito dentro di noi, vuole salvare, liberare, guarire e fare tutti i miracoli che fece Gesù - e di più. Quanto è bella la preghiera che Gesù ci insegnò, e che tante persone dicono senza riflettere bene sul significato: "Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà anche in terra come è fatta in cielo” (Matteo 6:9-10).

Un giorno il Regno di Dio verrà in tutta la sua gloria, quando Gesù sarà venuto per la seconda volta per regnare sulla terra fisicamente. Cammineremo di nuovo in perfetta comunione con il nostro Creatore che abiterà con noi. «Ecco il tabernacolo di Dio con gli uomini! Egli abiterà con loro, essi saranno suoi popoli e Dio stesso sarà con loro e sarà il loro Dio. Egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non ci sarà più la morte, né cordoglio, né grido, né dolore, perché le cose di prima sono passate» (Apocalisse 21:3-4). Il Regno perduto sarà ristabilito e vivremo felici e contenti per l’eternità. Una favola? No, è la bellissima fine della storia dell’umanità che durerà per sempre. Ma spiritualmente può iniziare proprio adesso; scegli il regno nel quale vuoi vivere. Oggi.

Meditazione basata sulla predicazione domenicale del 13 maggio 2012.
**La parola "chiesa" deriva dal greco "ekklesìa" che significa "assemblea", "gruppo", "riunione" e certamente non si riferisce a un edificio fatto di mattoni e tegole, bensì a un gruppo di persone radunate per adorare Dio e per mettere in pratica gli insegnamenti di Cristo. "Il Signore del cielo e della terra, non abita in templi costruiti da mani d'uomo" (Atti 17:24). Dire "la chiesa di Cristo" equivale a dire "l'insieme di persone che seguono Cristo, che sono di Cristo".

lunedì 16 maggio 2011

I due figli perduti


Quasi ognuno definisce il peccato come il trasgredire di un elenco di regole. Gesù, però, ci mostra che un uomo che ha violato nessuna regola morale può essere altrettanto spiritualmente perduto come la persona più dissoluta e immorale.


Uno dei racconti più famosi di Gesù è la parabola del figlio prodigo (Luca 15). Di solito la usiamo per capire quanto sono grandi l’amore e la grazia di Dio verso il figlio prodigo, il peccatore. Ma la parabola descrive due tipi di gente perduta, non solo uno. La maggior parte delle persone è in grado di identificare lo smarrimento del "figlio prodigo", il fratello minore nella storia di Gesù, che prende la sua eredità presto e la sperpera a una vita dissoluta. Tuttavia il fratello maggiore nella parabola non è meno perduto.

Gesù usa i fratelli a rappresentare le due vie fondamentali che la gente intraprende per trovare la felicità e l’appagamento: la via di conformità morale e quella di scoperta di sé. Entrambi i fratelli sono dalla parte del torto. Perché? Perché l’orgoglio e la giustificazione di sé sono spiritualmente altrettanto pericolosi come l’immoralità lasciva; anzi, i peccati del fratello maggiore sono spesso più pericolosi, più insidiosi e sottili. Il fratello maggiore cerca di fare il suo “dovere religioso” attraverso il rispetto di certe regole, formule religiose, comportamenti, ecc attraverso cui ritiene compiacere al padre. Le sue motivazioni non provengono da un cuore pieno di amore e di riconoscenza per il padre, ma dal desiderio di compiacere se stesso, impressionare gli altri e alla fine per ottenere qualcosa dal padre. Vuole essere giusto, ma non ha mai sperimentato la realtà del perdono e dell’amore del padre. Anzi, rifiuta la supplica del padre di entrare in casa, così sicuro dei suoi diritti di “figlio buono” e offeso dall’amore che il padre mostra per il “figlio cattivo”. Troppo spesso, il nostro senso di frustrazione nella vita è l’indicazione che condividiamo il punto di vista del fratello maggiore: abbiamo fatto la nostra parte, ci meritiamo di più da Dio.

Gesù, infatti, indirizza questa parabola a entrambi i relativisti morali e i moralisti religiosi, dimostrando che questi ultimi sono altrettanto perduti quanto i primi. Il peccato non è solo infrangere le regole; è mettersi al posto di Dio, come Salvatore, Signore e Giudice, proprio come ogni figlio ha cercato di spostare l'autorità del padre nella propria vita. Sia che ci siamo dati per la ribellione aperta, sia per l'orgoglio della giustificazione di sé, abbiamo bisogno di buttarci soltanto sulla grazia di Dio. Attraverso la Sua grazia ci è data la speranza e l’invito alla grande festa presso la casa del Padre, il simbolo della pienezza della presenza di Dio nell’eternità celeste che ci aspetta. Dio è misericordioso di darci le esperienze di quella residenza futura già nella nostra vita terrestre. Possiamo vivere la Sua grazia ogni giorno e godere la Sua presenza amorevole che ci accetta così come siamo, per farci crescere nella somiglianza del vero Fratello maggiore, Gesù Cristo.


(Tratto da "The Prodigal God" -.Tim Keller, 2008, Dutton, Penguin Group (USA) Inc. New York, U.S.A.)

venerdì 1 aprile 2011

Dio desidera il tuo cuore

Quante volte preghi al Signore di esaudire le tue esigenze? Di adempiere i tuoi desideri e di soddisfare gli idoli che porti nel cuore? Ci sono tanti gli idoli: il prestigio, il denaro, il potere, una persona, un rapporto sbagliato, il gioco d’azzardo, la pornografia, l’alcool, la droga…, ogni cosa che poni sopra Dio nella tua vita. Dio desidera il meglio per te ma a volte permette che avviene ciò che desideri tu, anche se ti stai ribellando contro di Lui e Lui sa che porterà alla tua rovina. Perché? Lo fa per riconquistare il tuo cuore.

Quando il figlio prodigo chiese al padre l’eredità, si presentò come figlio, non come straniero o servo, ma come membro della famiglia. E’ ovvio che questo figlio non avesse il cuore del padre, ma era spinto da motivi egoistici. Il padre non gli negò la richiesta, pur sapendo che avrebbe gestito male la sua parte di eredità. Gli diede la grande somma di denaro che gli spettava e il figlio finì per soffrire grandemente, come il padre sapeva che sarebbe accaduto. La buona notizia è che a un certo punto il figlio rinsavì e fece ritorno al padre. In quel ricongiungimento conobbe il cuore del padre come non lo aveva mai conosciuto prima di allora (Luca 15:11-24).

Dio in fondo spera di riconquistare ogni suo figlio che si è sviato. Sebbene non voglia che alcuno si svii, non si lascerà prendere in giro. Il Suo cuore è riservato per coloro che gli hanno dato completamente il proprio. Per questa ragione egli cerca di liberare il nostro cuore da ogni trappola di cupidigia, che è idolatria, che si annida in esso.

Tante persone vogliono le benedizioni e persino l’intimità con il Signore, ma non hanno il timore di Dio. Temere il Signore significa far tesoro dei suoi comandamenti. Far tesoro dei suoi comandamenti significa prestare orecchio alla sua Parola ed essere pronti a ubbidire quali che siano le circostanze. Una persona che non teme il Signore continua di adorare i propri idoli e non raggiungerà mai all’intimità con il Signore (Giovanni 15:1-10).

Che cosa desideri tu? Se desideri qualcosa che è contrario alla volontà di Dio per te, Dio può anche concedertela. Risponde in accordo agli idoli che custodi nel tuo cuore, per riconquistare il tuo cuore. Ti sta aspettando a braccia aperte.