lunedì 15 novembre 2010

Il cuore del problema

Custodisci il tuo cuore più di ogni altra cosa, poiché da esso provengono le sorgenti della vita (Pr 4:23).

Il tuo cuore è importante per Dio. Perché? Perché il tuo cuore crea la tua vita.

La parola ebraica all’origine della parola cuore in Proverbi 4:23, è leb. Leb comprende significati diversi come sentimento, intelletto, ma soprattutto: il centro di qualcosa o qualcuno. Quindi possiamo anche leggere il versetto in Proverbi 4:23 così: "Conserva il centro del tuo essere con cura, perché dal centro di chi sei, è creata la vita che vivi, in abbondanza". Quel centro è la forza creatrice, data da Dio, che forma e plasma la tua vita. E’ il modo unico in cui sei creato con tutte le tue caratteristiche e i tuoi talenti originali.

O fate l’albero buono e buono pure il suo frutto, o fate l’albero cattivo e cattivo pure il suo frutto; perché dal frutto si conosce l’albero. […] Poiché dall’abbondanza del cuore la bocca parla. L’uomo buono dal suo buon tesoro trae cose buone; e l’uomo malvagio dal suo malvagio tesoro trae cose malvagie (Matteo 12:33-35). Il tuo cuore, il centro del tuo essere, è come un tesoro da dove prendi tutto ciò che viene fuori, cioè tutto ciò che fai e dici. Queste cose possono essere buone o cattive; rimandando a Proverbi 4:23, il tuo cuore può creare una vita bella oppure una vita brutta. Una vita con frutti cattivi è piena di fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregoneria, inimicizie, discordia, gelosia, ire, contese, divisioni, sètte, invidie, ubriachezze, orge e altre simili cose (Galati 5:19-21). Possiamo aggiungere a quest’elenco paura, depressione, orgoglio, dipendenza e tante altre malattie di quest’epoca. Mentre frutti buoni sono amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo (Galati 5:22); una vita armoniosa in cui siamo capaci di stabilire rapporti stabili.

Geremia 17:9,10 dice che noi, esseri umani, non siamo consapevoli di che cosa c’è dentro il nostro cuore. Il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa, e insanabilmente maligno; chi potrà conoscerlo? «Io, il SIGNORE, che investigo il cuore, che metto alla prova le reni, per retribuire ciascuno secondo le sue vie, secondo il frutto delle sue azioni». Il peccato causa danni al nostro cuore e anche le ferite che subiamo durante la vita e che non guariscono causano danni. Quelle ferite creano strutture che ci rendono capaci di continuare a vivere nonostante le ferite. Tutti i danni e tutte le strutture ci allontanano dal nostro disegno originale e unico.

Cosa possiamo fare per tornare al nostro disegno originale? Dobbiamo lasciare entrare il Signore nel nostro cuore affinché possa guarirci tramite perdono e ravvedimento. Una volta guarito il nostro cuore, anche il nostro comportamento – il frutto del nostro cuore – cambierà.

Troppo spesso però ci concentriamo sul nostro comportamento, negando che quel comportamento risulti da un cuore ferito. Usiamo il potere, la negazione, la lotta per la perfezione, il daffare, alcool o altri meccanismi per superare il dolore nel nostro cuore o proteggerci da quel dolore.

Il desiderio di Dio è di raggiungerci al livello del nostro cuore. La sua preoccupazione più grande è il nostro rapporto con Lui. Poiché io desidero bontà, non sacrifici, e la conoscenza di Dio più degli olocausti (Osea 6:6). Dio desidera che tu lo conosca con il tuo cuore, in un rapporto personale e intimo. Se i nostri cuori rimangono nella loro condizione danneggiata e ferita, il nostro rapporto con Dio diverrà molto distante. Abbiamo bisogno di guarigione interiore affinché possiamo (ri)avvicinarci al Signore.

Come già accennato, la guarigione può svolgersi solo quando permettiamo al Signore di entrare nel nostro cuore. Il suo Spirito Santo illuminerà le radici che plasmano e mal formano il nostro cuore. Hanno la forma di giudizi e bugie su noi stessi, sugli altri e sulla vita in generale, a cui abbiamo creduto. Dobbiamo permettere al Signore di esporre quelle radici. Non possiamo cambiare ciò che non riconosciamo. Poi perdoniamo quelli che ci hanno fatto male, ci ravvediamo delle bugie a cui abbiamo creduto e i nostri cuori guariranno.

E’ facile per noi? Spesso non lo è, ma i risultati valgono l’impegno. Un cuore guarito non ha bisogno di meccanismi per sopravvivere. Produce frutti buoni nella nostra vita. Dal tesoro del nostro cuore, le nostre bocche dicono cose buone e dal centro del nostro essere è creata una vita in abbondanza.

Possibile inizio di preghiera:
Io ho detto: «O SIGNORE, abbi pietà di me; guarisci l’anima mia, perché ho peccato contro di te» (Salmo 41:4).
O Dio, crea in me un cuore puro e rinnova dentro di me uno spirito ben saldo (Salmi 51:10).

(Questa meditazione è tratta da un articolo scritto da Kriss Michell di Living Well).

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